Imposizione tipografica: la storia
Anticamente e fino a tutto il XIX secolo, l’imposizione era compiuta manualmente dal tipografo, assemblando vari pacchetti di composizione tipografica a caratteri mobili in piombo corrispondenti alle singole pagine, disponendole secondo un ordine ben preciso entro una forma di stampa (ossia un telaio di legno), da inchiostrare e passare sotto il torchio, così da stampare un foglio intero, che dopo essere stato piegato formasse un fascicolo o segnatura, solitamente di 8 carte e 16 pagine (detto quaternione o quaderno), elemento costitutivo del libro.
Metodo attuale
Oggi l’imposizione è il sistema digitale che permette di collocare, secondo un’esatta disposizione, più pagine singole di un prodotto editoriale, all’interno di un’unica messa in pagina, secondo le specifiche tecniche relative alla macchina che ne realizzerà la stampa e al formato della carta sul quale verrà stampato il prodotto editoriale.
Il primo utilizzo dell’imposizione riguardava lo sviluppo su pellicola (CTF, acronimo di computer to film) di un’unica segnatura detta “bianca e volta“.
Le pellicole servivano ad impressionare le lastre con le quali effettuare la stampa. Le segnature sono gruppi di pagine stampate su un unico foglio fronte e retro, rispettivamente chiamate bianca e volta. Il numero di pagine di una segnatura è determinato dalla macchina da stampa e dal tipo di carta usato (grammatura): le più comuni sono i trentaduesimi, i sedicesimi, gli ottavi e i quartini. Il foglio, una volta stampato, verrà piegato più volte a formare così la segnatura che sarà poi confezionata in base all’allestimento.
Da qualche anno la tecnologia ha permesso di incidere direttamente l’imposizione sulle lastre di alluminio attraverso un macchinario chiamato CTP (computer to plate) che, attraverso un raggio laser, elimina la base gelatinosa sulla lastra lasciando solo lo stampabile.
Vari software applicativi assolvono questa funzione del processo produttivo editoriale, tra i più noti: Preps, Impostrip, Wizard, Screen ed altri. Nel prossimo futuro questa funzione si integrerà in un sistema che coordinerà l’intera filiera editoriale.
Fonte: www.wikipedia.it


